Approfondimenti

Valvole a norma UNI EN 1074

Qualità dei rivestimenti e delle parti in gomma

Nelle valvole destinate alle reti di distribuzione dell’acqua, la qualità dei materiali e dei rivestimenti rappresenta un elemento fondamentale per garantire resistenza alla corrosione, durata nel tempo e idoneità al contatto con acqua potabile. Le norme della famiglia UNI EN 1074 definiscono i requisiti applicabili alle valvole per la fornitura d’acqua, ma non prevedono prove specifiche per verificare la qualità e la resistenza alla corrosione dei rivestimenti. Per questo motivo, nella valutazione di valvole di intercettazione, valvole a farfalla, valvole di regolazione, sfiati e idranti è importante considerare anche certificazioni specifiche relative ai rivestimenti e ai materiali impiegati.

Prodotti con rivestimento certificato

Le normative della famiglia EN 1074 regolano la costruzione delle valvole utilizzate nei sistemi di distribuzione dell’acqua, ma non prevedono prove specifiche per verificare la qualità e la resistenza alla corrosione dei rivestimenti. La certificazione del rivestimento permette quindi di aggiungere un ulteriore livello di verifica, particolarmente importante per componenti destinati a rimanere in esercizio per lunghi periodi e sottoposti al contatto con acqua, terreno e atmosfera.

Cosa prevedono le norme UNI EN 1074-1 e UNI EN 1074-2

La UNI EN 1074-2, relativa alle valvole di intercettazione, rimanda ai requisiti generali di progettazione stabiliti dalla UNI EN 1074-1. Quest’ultima definisce specifici requisiti per i componenti e i materiali di rivestimento.

  • Componenti e materiali di rivestimento
    I componenti e i materiali utilizzati per il rivestimento devono essere selezionati tra quelli conformi alle relative norme, quando esistenti, e devono rispettare i requisiti previsti per il contatto con acqua destinata al consumo umano e per la resistenza alla corrosione e all’invecchiamento.
  • Materiali a contatto con acqua potabile
    Tutti i materiali, compresi i lubrificanti, che entrano in contatto con acqua destinata al consumo umano non devono alterarne le caratteristiche organolettiche, fisico-chimiche e microbiologiche definite dalla normativa applicabile.
  • Corrosione interna e resistenza all’invecchiamento
    Le superfici interne continuamente a contatto con l’acqua devono essere realizzate utilizzando materiali resistenti alla corrosione e all’invecchiamento oppure essere protette mediante sistemi appropriati.
  • Corrosione esterna e resistenza all’invecchiamento
    Anche le superfici esterne della valvola, compresi i bulloni, che possono essere continuamente esposte al terreno, all’acqua o all’atmosfera devono essere resistenti alla corrosione e all’invecchiamento oppure adeguatamente protette.

Le norme stabiliscono quindi il requisito prestazionale, ma non individuano una prova specifica per verificare qualità e resistenza alla corrosione del rivestimento.

Cosa garantisce il sistema di certificazione GSK

Per rispondere alla necessità di verificare in modo specifico la qualità dei rivestimenti, GSK ha sviluppato uno standard dedicato alla protezione anticorrosione di valvole e raccordi rivestiti con resine epossidiche. GSK riunisce soggetti coinvolti nella produzione e nel controllo di questi componenti, tra cui produttori di valvole e raccordi, produttori di polveri epossidiche e laboratori tecnici. L’associazione, riconosciuta dal RAL, è stata fondata nel 1989 con l’obiettivo di definire standard qualitativi e criteri di prova per i rivestimenti di valvole e raccordi destinati in particolare alla distribuzione dell’acqua potabile. Lo standard RAL-GZ 662 definisce requisiti che interessano non soltanto il prodotto finito, ma anche i materiali utilizzati, gli impianti e il processo produttivo.

Cosa viene certificato

l sistema GSK interviene su differenti livelli del processo produttivo.

Certificazione della polvere epossidica
La polvere epossidica utilizzata per realizzare il rivestimento viene sottoposta a specifici controlli, necessari per verificarne la qualità e l’idoneità all’impiego previsto. In particolare, vengono valutate:

  • caratteristiche igieniche
  • composizione

Certificazione del processo di produzione
I controlli riguardano anche le condizioni e le modalità con cui viene applicato il rivestimento, verificando la corretta gestione del processo produttivo. In particolare, vengono valutati:

  • supervisione dei macchinari di produzione
  • supervisione del personale coinvolto nel processo

Certificazione del prodotto
Sul prodotto vengono invece verificati:

  • piani di controllo delle parti rivestite
  • rispetto delle norme e dei metodi di prova previsti

Questo sistema permette quindi di controllare l’intera filiera che porta alla realizzazione del rivestimento protettivo.

Uno degli aspetti più significativi della certificazione riguarda i parametri tecnici utilizzati per verificare la qualità del rivestimento. I principali requisiti comprendono:

  • spessore minimo del rivestimento di 250 μm
  • assenza di pori verificata mediante test a 3 kV
  • resistenza all’impatto mediante prova con peso a caduta
  • verifica della reticolazione del rivestimento

Per la prova di resistenza all’impatto viene utilizzata una sfera d’acciaio di 25 mm di diametro, con una potenza d’impatto pari a 5 Nm.

Reticolazione e aderenza della vernice

Ulteriori verifiche riguardano le caratteristiche del rivestimento dopo l’applicazione:

  • aderenza minima di 12 N/mm² dopo sette giorni in acqua calda
  • scollamento catodico con profondità massima di 10 mm dopo 30 giorni
  • test di reticolazione mediante resistenza al metilisobutilchetone

Quest’ultima prova verifica che il trattamento non lasci tracce su un panno di cotone bianco dopo il tempo previsto dal metodo di prova.

I vantaggi della copertura con resina epossidica

La qualità del rivestimento influenza direttamente la protezione della valvola e le sue prestazioni durante il periodo di esercizio.

  • Copertura uniforme e resistente
    L’adesione del rivestimento viene favorita attraverso il preriscaldamento del pezzo finito e la successiva applicazione della polvere epossidica mediante spruzzatura o immersione.
  • Maggiore durata nel tempo
    Una protezione efficace dalla corrosione contribuisce ad aumentare la vita utile del componente, riducendo la necessità di sostituzione e il conseguente impiego di materiali ed energia.
  • Superfici più lisce
    La superficie interna più regolare limita la formazione di incrostazioni e contribuisce a ridurre le perdite legate al pompaggio del fluido.
  • Idoneità al contatto con acqua potabile
    Le vernici destinate a queste applicazioni devono essere compatibili con i requisiti previsti per il contatto con acqua destinata al consumo umano.
  • Minore impatto del processo di rivestimento
    Nel processo di applicazione della polvere epossidica non vengono utilizzati solventi.

La certificazione DVGW W270

La qualità di una valvola destinata alla distribuzione dell’acqua potabile non dipende soltanto dal rivestimento delle superfici metalliche. È necessario considerare anche i materiali elastomerici che entrano in contatto con l’acqua. La DVGW W270 riguarda la valutazione della crescita di microrganismi sui materiali destinati al contatto con acqua potabile. L’importanza di questo requisito è legata alla necessità di evitare che materiali come quelli utilizzati per il rivestimento del cuneo delle valvole possano favorire la proliferazione microbiologica. I prodotti selezionati da Geatti rispondono agli standard qualitativi DVGW e ai requisiti previsti dalla W270.

Perché valutare insieme rivestimento e parti in gomma

La protezione anticorrosione delle superfici metalliche e la qualità dei materiali elastomerici rispondono a esigenze differenti ma complementari. Da una parte, la certificazione GSK permette di verificare caratteristiche e qualità del rivestimento epossidico attraverso requisiti specifici relativi a materiali, processo produttivo e prodotto finito. Dall’altra, la certificazione DVGW W270 permette di valutare il comportamento dei materiali destinati al contatto con acqua potabile rispetto alla crescita microbiologica. Considerare entrambi gli aspetti permette quindi di valutare in maniera più completa la qualità dei componenti destinati alle reti acquedottistiche.

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