Pozzetti d’ispezione in polipropilene stampato UNI EN 13598-2 DN 600

Pozzetti componibili in cantiere, stampati a iniezione in polipropilene vergine al 100%, con diametro interno 600 mm e tenuta idraulica fino a 0,5 bar

Pozzetto di ispezione conforme alla norma UNI EN 13598-2 con diametro interno nominale 600 mm, prodotto in polipropilene per stampaggio a iniezione in materiale vergine al 100%, non riciclato e senza additivi espansi. È composto da elementi componibili in cantiere: base e tubo di prolunga. Il collegamento tra gli elementi avviene tramite guarnizione elastomerica a labbro in EPDM, capace di tenuta idraulica fino a 0,5 bar, con profondità massima di installazione di 5 metri.

Descrizione

Descrizione

La base è prodotta per stampaggio a iniezione in polipropilene ed è realizzata con superficie di appoggio piana anti-deformazione e base interna piana antiscivolo; è dotata di pareti con anelli di rinforzo orizzontali con funzione di bloccaggio nel terreno e presenta innesti in ingresso e in uscita con estremità lisce, idonee sia per la giunzione con manicotto e anello di gomma sia per la giunzione con manicotto elettrosaldabile. La pressione massima ammissibile in falda acquifera è di 5,0 m secondo la norma UNI EN 13598-2.

L’anello di prolunga intermedio è realizzato utilizzando un tubo corrugato in polipropilene, tagliabile in cantiere all’altezza necessaria per raggiungere la quota del piano di calpestio: è la soluzione che rende il DN 600 particolarmente rapido da mettere a quota, perché non richiede elementi stampati di altezza predefinita. Anche il collegamento tra base e prolunga è affidato alla guarnizione elastomerica a labbro in EPDM, che garantisce la continuità della tenuta su tutto lo sviluppo verticale del pozzetto.

Perché scegliere il pozzetto stampato

Lo stampaggio a iniezione in materiale vergine al 100%, senza riciclato e senza additivi espansi, garantisce una parete omogenea e ripetibile, condizione che il calcestruzzo non può assicurare con la stessa costanza. La composizione modulare di base e tubo di prolunga consente di assemblare il pozzetto direttamente in cantiere, adattando la quota alla situazione reale dello scavo fino a una profondità massima di installazione di 5 metri, mentre la guarnizione elastomerica a labbro in EPDM assicura tenuta idraulica fino a 0,5 bar.

Il DN 600 è la misura che copre la maggior parte delle reti secondarie dove il DN 1000 risulta sovradimensionato, mantenendo gli stessi innesti a estremità liscia e la stessa pressione ammissibile in falda di 5,0 m. La ditta produttrice è in possesso di certificazione di sistema qualità aziendale ISO 9001 rilasciata da enti terzi accreditati e, sull’intera gamma dei pozzetti forniti, di certificati di conformità di prodotto secondo le norme UNI EN 13598-2 ed EN 476, anch’essi rilasciati da enti terzi riconosciuti e accreditati.

Vantaggi

  • Conformità alla norma UNI EN 13598-2
  • Diametro interno nominale 600 mm
  • Polipropilene vergine al 100%, non riciclato e privo di additivi espansi
  • Produzione per stampaggio a iniezione, con parete omogenea e ripetibile
  • Elementi componibili in cantiere: base e tubo di prolunga
  • Prolunga ricavata da tubo corrugato in polipropilene, tagliabile a quota
  • Guarnizione elastomerica a labbro in EPDM con tenuta fino a 0,5 bar
  • Profondità massima di installazione 5 metri
  • Pressione massima ammissibile in falda acquifera 5,0 m secondo UNI EN 13598-2
  • Base con appoggio piano anti-deformazione e fondo interno piano antiscivolo
  • Anelli di rinforzo orizzontali con funzione di bloccaggio nel terreno
  • Innesti a estremità liscia, per giunzione con manicotto e anello di gomma o con manicotto elettrosaldabile
  • Certificazione di prodotto UNI EN 13598-2 ed EN 476 su tutta la gamma, rilasciata da enti terzi accreditati
  • Certificazione di sistema qualità aziendale ISO 9001 del produttore

Aree applicative

  • Reti fognarie civili
  • Reti di raccolta acque reflue industriali
  • Reti di drenaggio e acque meteoriche
  • Reti secondarie e allacciamenti dove il DN 1000 è sovradimensionato
  • Punti di cambio direzione e di confluenza
  • Aree con falda acquifera, fino a 5,0 m
  • Installazioni profonde, fino a 5 metri
  • Aree soggette a carichi pesanti, con anello di ripartizione in calcestruzzo
  • Interventi di sostituzione di pozzetti in calcestruzzo degradati
  • Ambienti con reflui chimicamente aggressivi

Modalità di posa in opera e collaudo

  • L’impresa appaltatrice deve installare i pozzetti attenendosi alla specifica tecnica della casa produttrice e ai requisiti della norma di installazione per sistemi di tubazioni in materia plastica (UNI CEN/TS 1046, che ha sostituito la norma sperimentale ENV 1046), operando “a regola d’arte” sotto la diretta sorveglianza della Direzione Lavori, che, assumendosene la piena responsabilità, può decidere, secondo i casi, la modalità di posa in opera.
  • L’impresa appaltatrice deve collaudare la condotta in cantiere, sotto la supervisione della Direzione Lavori, in ottemperanza al Decreto del Ministero dei Lavori Pubblici del 12 dicembre 1985 e secondo i metodi previsti dalla norma UNI EN 1610.
  • L’installazione in aree soggette a carichi pesanti dovrà prevedere l’uso di un anello di ripartizione in calcestruzzo.
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